PREMIO GIORNALISTICO “PAOLO NONNI”

2017_premio_paolo_nonni.jpg

Nella mattina del 22 maggio, nella interessante cornice del Museo “Benelli” di Pesaro, è avvenuta la premiazione dei ragazzi partecipanti al concorso giornalistico “Paolo Nonni”, organizzato dal quotidiano “Il Resto del Carlino”di Pesaro. A partecipare, in rappresentanza del Liceo “Torelli”, sono stati due ragazzi delle classi quarte di Fano: Maria Catalano(4B) e Jacopo Vitali(4E).

Il concorso promuove nei giovani autori un interesse verso il territorio della nostra provincia, indagato e descritto nelle sue componenti socio-economiche e culturali. L’articolo del giovane Jacopo Vitali, che si è occupato di ricostruire la travagliata vicenda della statua dell’Atleta di Fano, ha conquistato il premio come terzo classificato.

Alleghiamo il testo dell’articolo“L’esule atleta di Fano”.

 

L’esule “Atleta di Fano”

Dopo numerosi anni dalla sua rinvenuta nell’ Adriatico, la statua di Lisippo è ancora esposta in America e agli italiani la cosa inizia a dar fastidio

Datato intorno al IV secolo a. C., “L’Atleta di Fano”, conosciuto anche come “L’Atleta che si incorona”, è una delle più famose e discusse opere d’arte del nostro territorio provinciale. L’opera è una scultura in bronzo di dimensioni reali (151,5×70×28 cm) attribuita a Lisippo, celebre scultore greco; attribuzione che è stata confermata solo nel 1974 grazie all’esame del radiocarbonio con il quale si è potuta anche definire con esattezza l’età della statua. Essa venne ritrovata il 14 agosto 1964 dal peschereccio “Ferruccio Ferri” a largo delle nostre coste quando si impigliò, per puro caso, nelle reti dell’imbarcazione italiana; ad aggrapparsi fu soltanto un braccio dell’Atleta, come se la statua stessa avesse un’anima e, desiderosa di tornare alla luce, chiedesse aiuto. Da quel giorno l’Atleta viaggiò per tutta Italia passando, tramite compravendite illegali, per le mani di molti proprietari che preferirono il denaro alla bellezza dell’opera; finì anche in Germania, ultima tappa prima di approdare alla Getty Villa di Malibù (California), una delle tanti sedi del Getty Museum, il quale comprò la statua per la cifra di ben 3,98 milioni di dollari. Tutt’oggi “L’Atleta di Fano” è esposto a Malibù sotto occhi incantati di turisti e appassionati d’arte americani che mai potranno donargli tanta passione e amore per la classicità e per l’arte greco-romana come noi italiani.

Ma a questo punto è necessario fare un passo indietro per inquadrare meglio la situazione e capire chi siamo. La nostra classicità è nota già dal 295 a.C., quando l’esercito romano conquistò il territorio provinciale e non solo, spazzando via i Galli Senoni. In quegli anni sorsero lungo la costa centro-orientale della penisola italiana diverse città tra cui Pisaurum (Pesaro) e Fanum (Fano), chiamata in seguito Fanum Fortunae grazie alla fortunata vittoria del 207 a.C. per opera delle legioni romane di Livio, Porcio e Nerone che sbaragliarono l’esercito cartaginese di Asdrubale nella battaglia del Metauro, combattuta sulla riva settentrionale del fiume da cui la battaglia prende il nome.

Il nostro territorio fu teatro di battaglie, pretese, fatiche e vittorie che hanno visto morire numerosi soldati. Valorosi guerrieri e potenti imperatori si sono battuti sulle nostre terre e, impossessandosene, hanno trasformato i piccoli borghi rurali di allora, semplici agglomerati urbani, in cittadine che nei lori centri storici racchiudono bellezze architettoniche e artistiche, che raccontano il nostro passato come città ma anche come regione e come paese, che a volte meriterebbero maggiore tutela e rispetto. Tutto ciò è frutto di guerre a cui non si è voluto rinunciare, perché ogni soldato di ciascuna legione della grande Roma ha amato ciò che ha conquistato e ha costruito e che noi, un po’ per rispetto e un po’ perché ce lo chiede il nostro cuore, dobbiamo amare.

E’ dunque questo il motivo per cui innanzi tutto i fanesi, ma in generale tutto il territorio, non accetta il fatto che per interessi personali e scelte scellerate, un’opera d’arte greco-romana della bellezza e del valore artistico quale è il “Lisippo” sia collocata non solo fuori regione, ma addirittura dall’altra parte del globo. Ed è per motivi morali, etici, di tradizione e di amore per il bello che già da qualche anno tramite i social, i giornali e tutti i mass media in generale, la “storia” dell’Atleta, col suo peregrinare e la sua stabilizzazione al Getty Museum, è venuta alla ribalta e da tempo una battaglia legale vede impegnato lo Stato Italiano in un contenzioso internazionale con il museo americano.

Il 25 novembre del 2016 le Poste Italiane hanno emesso 6 nuovi francobolli tra cui uno dedicato al “Lisippo”. Motivo di orgoglio per i fanesi è il fatto che sul francobollo la statua viene definita come “L’Atleta di Fano” e non come “Getty’s Bronze”, come viene chiamata al museo che la ospita. Fano e tutto il territorio marchigiano, grati del riconoscimento filatelico, sperano che la statua bronzea sia solo di passaggio in America e che quindi possa tornare al più presto da chi la ama.

Scritto da: Jacopo Vitali, nato il 26 luglio 1999, residente a Fano in via L.B. Alberti 154 (cell. 3393589615)

Liceo Scientifico “G. Torelli”, Fano, classe 4E

Submit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to Twitter